Cosimo I, pater ecclesiae, tra eresia, riforma religiosa e ragion di Stato
«Annali di Storia di Firenze», IX (2014), pp. 77-86.

Il saggio passa in rassegna le ultime ricerche condotte sulla vita religiosa toscana negli anni di Cosimo I de’ Medici e riflette sul ruolo svolto dal fondatore del granducato nella costruzione di una particolare statualità italiana, inestricabilmente legata a Roma. Attraverso l’analisi dell’azione di Cosimo nei confronti di eresia, riforma religiosa e istituzioni ecclesiastiche, si intende ricostruire l’equilibrio politico tra Stato e Chiesa che i Medici stabilirono alla metà del Cinquecento, un equilibrio fondato sul rispetto del ruolo dei patriziati cittadini, sul controllo del principe e sulla obbedienza al Papato. Messa ai margini del quadro storico dai suoi stessi protagonisti fu invece la riforma religiosa propriamente detta, che uscì indebolita e non rafforzata dalla crisi cinquecentesca.


Cosimo I, Pater Ecclesiae: Heresy, Religious Reform and Raison d’Etat
The essay will examine the most recent research conducted in the field of Tuscan religious life during the reign of Cosimo I de’ Medici. This analysis will show the role played by Cosimo in building a particular form of Italian statehood, closely bound to Rome. Three main aspects of Cosimo’s government will be taken in account: his attitude towards heresy, his work as a religious reformer and the enforcement of ecclesiastical institutions. Eventually, this long-lasting commitment to Church affairs resulted in the establishment of a balance of power between State and Church, which the Medici dynasty preserved during its long rule in Tuscany. The compromise was grounded in the power of municipal elites, in central control by the prince and in obedience to the Papacy; on the other hand, projects of religious reform per se did not fit in this general framework and failed to achieve their goals.


Marco Cavarzere ha studiato alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa, dove ha lavorato come assegnista di ricerca. Attualmente è Alexander-von-Humboldt fellow alla Ludwig-Maximiliams-Universität di Monaco di Baviera. Tra le sue monografie: La prassi della censura nell’Italia del Seicento. Tra repressione e mediazione (Roma 2011) e La giustizia del Vescovo. I tribunali vescovili della Liguria orientale (XVI-XVIII secolo) (Pisa 2012).


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