Ottobre 1899: cerimonia di fondazione della Chiesa ortodossa russa a Firenze

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Interno della Chiesa ortodossa russa a Firenze



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di Lucia Tonini (Università di Napoli L’Orientale)

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Chiesa ortodossa russa della Natività di Cristo a  Firenze

Chiesa ortodossa russa della Natività di Cristo a Firenze

Il 28 ottobre 1899 (16 ottobre secondo il calendario giuliano) venivano benedette le fondamenta della prima chiesa ortodossa russa in Italia in costruzione lungo Viale Milton all’angolo con via Leone X, in una zona del nuovo ampliamento urbanistico della città.

La cerimonia celebrata dall’arciprete Vladimir Levickij, dai rappresentanti della comunità e dalle autorità russe, con la presenza di quelle italiane, costituiva il punto di arrivo di un lungo peregrinare della comunità religiosa ortodossa russa in Italia che da sempre considerava la chiesa come riferimento di identità nazionale. La posa della prima pietra della chiesa era anche punto di partenza per un suo rapporto stabile con la città. Le tappe di questo percorso cadono tutte anch’esse nel mese di ottobre: così il 28/16 ottobre del 1888 era stata benedetta la cappella temporanea costruita sull’appezzamento di terreno acquistato su via Lungo il Mugnone n. 29 destinato alla chiesa. Il 21 (8) ottobre 1902 sarà benedetta la chiesa inferiore dedicata a San Nicola Taumaturgo, mentre la chiesa superiore, dedicata alla Natività di Cristo, sarà consacrata e inaugurata il 9 novembre / 26 ottobre 1903. Le cronache de «La Nazione» e del «Fieramosca» riportano dettagliatamente questi eventi mentre le carte d’archivio della chiesa ortodossa fiorentina, rendono testimonianza di tutti i passaggi e dimostrano la lunga tradizione di contatti della comunità ortodossa con Firenze.

Da queste ultime infatti, veniamo a sapere che una prima chiesa ortodossa ‘di missione’ era stata aperta in città ai tempi di Caterina II ed era in seguito poi passata a Copenaghen. A Firenze era invece stata spostata la chiesa della Natività di Cristo primariamente aperta, dal 1806 al 1814, a Torino presso l’ambasciata e costituita dalla chiesa da campo dell’imperatore Alessandro I. Trasferita in seguito temporaneamente a Roma, era poi stata collocata dal 1844 a Napoli dove, dopo un breve spostamento a Palermo nel 1846, in occasione del soggiorno della coppia imperiale, era rimasta fino al 1866 in casa Acton.

Portata a Firenze in quel 1866 insieme agli arredi liturgici e all’anagrafe parrocchiale, venne sistemata presso case private. L’apertura di una cappella ortodossa dedicata a San Nicola fatta costruire e decorare riccamente da Anatolio Demidov presso la Villa di San Donato aveva fatto confluire in questa sede le funzioni della comunità. Qui trovò residenza stabile anche un sacerdote e per un certo tempo alcuni elementi del coro, parte integrante della liturgia ortodossa. Le cerimonie religiose e i sacramenti amministrati in questo periodo, nonché i loro partecipanti, sono testimoniati nei registri della chiesa, confluiti poi nell’archivio di quella in via Leone X.

Processione per la consacrazione della chiesa ortodossa russa della Natività di Cristo il 28 ottobre / 9 novembre 1903. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

Processione per la consacrazione della chiesa ortodossa russa della Natività di Cristo il 9 novembre 1903. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

La presenza in città di una consistente comunità russa di cui facevano parte figure carismatiche come padre Michail Orlov (1831-1878), la Granduchessa Marija Nikolaevna, figlia di Nicola I, negli anni a cavallo fra 1860 e ‘70, fece sì che fosse avvertita fortemente l’esigenza di una chiesa ortodossa, tanto più al momento della chiusura della cappella Demidov, quando nel 1880 venne venduta all’asta Villa San Donato e dei suoi arredi. Le attività liturgiche vennero trasferite in locali in affitto (sul Lungarno al n. 50) oltre che in alcune case private come quella dei Novickij o dei von Derviz, su speciale concessione. Questa situazione e l’arrivo nel 1878 di padre Vladimir Levickij come responsabile della chiesa russa d’Ambasciata a Firenze determinarono la decisione di provvedere alla costruzione di una chiesa ortodossa fiorentina stabile, vista anche la donazione da parte dei Demidov dei preziosi arredi della cappella di San Donato. La sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari fu indetta nel 1880 e permise dunque, dopo varie peripezie, l’acquisto dell’appezzamento nel 1888, benedetto nell’ottobre di quell’anno, dove sorse, come già detto, il locale della cappella temporanea.

L’Arciprete Vladimir Levickij. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

L’Arciprete Vladimir Levickij. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

La raccolta di fondi fra privati, unico finanziamento dell’impresa, la trattativa con il Ministero degli Esteri russo, il progetto e la realizzazione della chiesa definitiva ebbero come protagonista Padre Vladimir Levickij (1843-1923). Proveniente da una famiglia appartenente al clero, educato all’Accademia teologica di San Pietroburgo, era stato trasferito a Firenze dalla parrocchia di Nizza con la moglie e i figli, di cui due intraprenderanno la carriera ecclesiastica, morendo in giovane età. La proposta di padre Levickij di una nuova chiesa ortodossa proprio nella città dove si considerava che l’ortodossia avesse subìto lo scacco dell’unione alla Chiesa cattolica, dovuto al Concilio del 1438-1439, fu vincente anche presso le autorità ecclesiastiche russe. La costruzione e la decorazione della chiesa, seguite assiduamente da padre Levickij, con l’appoggio dell’ambasciatore russo a Roma Aleksandr Ivanovič Nelidov, costituiscono una testimonianza della ferma volontà di affermare «L’onore e la dignità del nome russo ma ancor più l’importanza e la santità del progetto della costruzione del tempio in terra straniera», come scriveva il Priore a Elena Demidova chiedendole un ulteriore determinante contributo nel 1903. All’ingente finanziamento avevano partecipato Pavel e Elena Demidov, nonché da Aleksej Zubov, Aleksej Chitrovo (Hitroff), Boris Mansurov, Ol’ga Basilevskaja e altri rappresentanti di spicco della comunità russa residente o di passaggio nonché i principi reali Sergej e Pavel Aleksandrovič e lo stesso zar Nicola II che fa dono dell’iconostasi. Padre Levickij dovette superare ulteriori difficoltà diplomatiche col Santo Sinodo e con i vari membri del Consiglio parrocchiale riguardo a vincoli ideologici nella scelta dello stile della costruzione che venne individuato, dopo un acceso dibattito, in quello tradizionale moscovita del XVII secolo, tornato di moda a fine Ottocento. Raggiunto l’accordo venne scelto il progetto presentato dall’architetto dell’Accademia di Belle Arti di Pietroburgo Michail Preobraženskij, affidato per la realizzazione all’ingegner Giuseppe Boccini. Il processo di progettazione e costruzione della chiesa, documentato e registrato punto per punto da padre Levickij nel Giornale di edificazione (ora tradotto e pubblicato), trovò intralcio in alcuni contrattempi fra cui la morte nel corso dei lavori dell’ingegner Boccini, sostituito da Giovanni Paciarelli.

Interno della Chiesa ortodossa russa a Firenze

Interno della Chiesa ortodossa russa a Firenze

La costruzione e la decorazione della chiesa sono un esempio di dialogo fra maestranze russe e italiane. L’idea architettonica dell’edificio su due piani, a cinque cupole a cipolla sormontate dalle croci ortodosse, e la decorazione elaborate da Preobraženskij vennero realizzate dalle imprese edili di Ricci e Cambi, per gli intagli in marmo intervennero gli scalpellini della ditta Bucchielli e Maiani nonché la ditta Novi di Genova, la manifattura Cantagalli mise a punto un progetto per il rivestimento delle cupole in formelle di maiolica colorata così come per il fregio esterno, la ditta Grazzini si occupò delle strutture in ferro e i disegni per la cancellata dell’architetto russo vennero realizzati dalle Officine Michelucci. Per le decorazioni pittoriche della chiesa inferiore, dove trovavano collocazione gli arredi e l’iconostasi della cappella dei Demidov a villa San Donato, intervenne Giacomo Lolli, professore della Scuola professionale di Arti Decorative di Firenze (che dipinse anche L’ingresso a Gerusalemme sulla porta della chiesa superiore), mentre per realizzare il programma iconografico della chiesa superiore vennero chiamati dall’Accademia di Belle Arti di Pietroburgo un gruppo di giovani pittori fra cui Michail Vasil’ev, Pëtr Šarvarok, Dmitrij Kiplik e altri, che imposero uno ‘stile russo’ decó. La decorazione parietale riguardava le scene della vita di Cristo dalla Natività, i santi nazionali russi, i papi dalla Chiesa universale prima dello scisma e i garanti dell’ortodossia San Fozio patriarca e San Marco di Efeso insieme ai fregi decorativi. Il disegno del mosaico della Madonna in facciata eseguito da F.P. Rejman venne realizzato dalla Società di Mosaici di Venezia. I lavori in legno, opera di svariati maestri falegnami, trovavano la loro massima espressione nella porta intagliata di Rinaldo Barbetti acquistata da Anatolio Demidov all’Esposizione Italiana del 1861 per la chiesa di San Donato. La cerimonia della consacrazione cui parteciparono anche le autorità cittadine, venne anche questa ampiamente descritta da «La Nazione» e dal «Fieramosca» e ripresa con filmati.

Cippo in memoria della cappella russa temporanea (1888-1902)  nel recinto della chiesa russa attuale. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

Cippo in memoria della cappella russa temporanea (1888-1902) nel recinto della chiesa russa attuale. Firenze, Archivio della Chiesa Ortodossa Russa

La comunità russa che si era riunita intorno al progetto della costruzione della chiesa ortodossa era prevalentemente di estrazione aristocratica e faceva parte dell’ambiente cosmopolita presente a Firenze nella seconda metà del XIX secolo. Gran parte di essa possiamo ritrovarla presente nelle sepolture del cimitero acattolico degli Allori alle porte di Firenze, prevalentemente nel settore H, intorno ad alcuni membri del clero fra cui padre Levickij e la sua famiglia. Di carattere internazionale per cultura e rapporti, coltivava tuttavia la propria appartenenza nazionale che per molti suoi membri si esprimeva proprio attraverso l’osservanza dell’ortodossia. La chiesa dunque, non più legata alla funzione diplomatica ‘di Ambasciata’ dal 1911, diventa anche espressione di una opposizione politica a seguito della rivoluzione del 1917, rifugio nell’emigrazione e rappresentazione di una patria e di una cultura perdute. Attorno ad essa nascono associazioni di cui si fa protagonista Adrian Harkevitch (1877-1961), giunto a Firenze nel 1903, salmista della chiesa, maestro del coro e uomo di cultura, genero di padre Levickij, come la «Lega Russa per il risorgimento della Patria in stretta unione con gli Alleati» durante la Prima guerra mondiale e la «Colonia Russa in Toscana» nel 1924, di sostegno all’emigrazione, organizzazioni finanziate dal generoso sussidio di Marija Demidova Abamelek-Lazareva (1877-1955).

In quell’anno, dopo la morte di padre Levickij, la chiesa ortodossa fiorentina entra a far parte dell’esarcato dell’Europa Occidentale condotto dal metropolita Evlogij (Georgievskij) con sede a Parigi, sotto la giurisdizione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Varie figure di rappresentanti del clero si sono alternate nella reggenza della parrocchia, fra queste, di particolare spicco è stata quella di Ioann Kurakin a partire dal 1936. Pur con un numero esiguo di componenti permanenti, la parrocchia fiorentina è stata punto di riferimento di ondate migratorie di passaggio da Firenze in epoca sovietica, che hanno determinato anche un mutamento nella sua compagine sociale, e ha avuto un supporto essenziale alla sua attività pubblica nelle varie personalità susseguitesi nel ruolo di starosta, fra cui la stessa Marija Demidova morta nel 1955. Dal 1956 Marija Vasil’eva Olsuf’eva Michahelles (1907-1988), è stata ponte fra una tradizione familiare di vita nobiliare ottocentesca e nuovo impegno di mediazione culturale con la realtà letteraria a lei contemporanea in tempi sovietici. Nina Harkevitch (1907-1999), figlia di Adrian e nipote di padre Levickij, medico e professore all’Università e all’Accademia d’arte, pur non ricoprendo un ruolo ufficiale nella chiesa, è stata fulcro della comunità russa avendo una larga rete di rapporti in città. Durante il periodo sovietico è stata riferimento in Italia per rappresentanti della dissidenza come Andrej Sacharov e Elena Bonner. Su questa doppia tradizione di collegamento fra emigrazione storica e attualità si innesta anche l’attività ereditata da Anna Worontzoff, attuale starosta della chiesa della Natività di Cristo.

I rapporti con la Chiesa cattolica, inizialmente reciprocamente circospetti, si sono progressivamente aperti fino a giungere, in occasione del centesimo anniversario della consacrazione della chiesa nel 2003, alla celebrazione di un servizio divino nella chiesa di via Leone X cui ha partecipato l’Arcivescovo di Firenze. Una garanzia di dialogo e apertura è rappresentata attualmente dalla presenza nuovamente stabile dell’arciprete Georgij Blatinskij, che costituisce un punto di forza della comunità ortodossa allargatasi ad abbracciare nuove realtà migratorie.

Bibliografia

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  • S. Meloni Trkulja, I Demidoff e la chiesa russa di Firenze, in L. Tonini (a cura di), I Demidoff a Firenze e in Toscana, Firenze, Olschki, 1996, pp. 251-260
  • V. Vaccaro (a cura di), La chiesa ortodossa russa di Firenze, Livorno, Sillabe, 1998 (contiene la traduzione del Giornale di edificazione della chiesa russa d’Ambasciata di Firenze dicembre 1897-ottobre 1903, redatto da Padre V. Levickij)
  • M. Talalaj, La chiesa ortodossa russa della Natività di Cristo e di San Nicola Taumaturgo in Firenze , Firenze (Chiesa ortodossa russa) 2000
  • L’Archivio della principessa Demidova. Lettere e documenti, a cura di S. Merendoni, Firenze, Olschki, 2000
  • M. Bossi, La Firenze dei russi. Russkaja Florencija, fotografie di M. Agus, testi di L. Tonini, M. Talalay, Firenze, Polistampa, 2000
  • M.G. Talalaj, Organizacii russkich emigrantov vo Florencii (1917-1949), in Rossija i Italija. 5. Russkaja emigracija v Italii v XX v., Moskva, 2003, pp. 32-39
  • M. Garzaniti, La comunità russa a Firenze fra Ottocento e Novecento, «Annali di Storia di Firenze», VIII (2013), pp. 285-295
  • L. Tonini, La comunità dei russi nel cimitero agli “Allori” a Firenze, in G. Gobbi Sica, In Loving Memory. Il cimitero agli Allori di Firenze, coord. di M. Bossi, con un saggio e schede sulla comunità russa di L. Tonini, Firenze, Olschki, 2016, pp. 83-99 e schede relative

Elenco dei link (aggiornato al settembre 2016)


Come citare questo articolo: Lucia Tonini, Ottobre 1899: cerimonia di fondazione della Chiesa ortodossa russa a Firenze, in "Portale Storia di Firenze", Ottobre 2016, http://www.storiadifirenze.org/?temadelmese=ottobre-1899-cerimonia-di-fondazione-della-chiesa-ortodossa-russa-a-firenze
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